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      "VIDEOMAN"

 

Il difficile mestiere del videoperatore aereo
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Ho sempre inteso il videoperatore aereo, non come un paracadutista, ma come un'obiettivo volante, una sorta di occhio sospeso in aria sempre presente sul soggetto da filmare. Non vi è mai capitato di sognare di essere in una bolla in mezzo alle nuvole, poter guardare tutto dall'alto senza essere visti, poter andare in qualunque direzione, salire e scendere solo con la forza del pensiero?
Ecco, questa è la visione che ho del videoman.
Una figura un po' in secondo piano, ma estremamente importante, sempre presente ed allo stesso tempo invisibile.

Per quanto riguarda il carattere del video,beh, io l' ho sempre visto come un tipo buffo e a volte affascinante; un po' disordinato, con tutti i suoi cavi, cavetti e batterie sotto carica, cassette con 2 minuti liberi e 2 salti da filmare, ma soprattutto nastro.....
nastro adesivo da tutte le parti, anche sul cruscotto della macchina, non si sa mai.

La caratteristica più importante per un "video" è la reattività in volo, ovvero la capacità di muoversi molto rapidamente intorno alla figura che deve filmare, cercando di tenere sempre nel centro dell'obiettivo il soggetto senza allontanarsi troppo e soprattutto senza perdere tempo.

In una competizione distrarsi un attimo dall'inquadratura, vuol dire far perdere punti preziosi alla squadra e compromettere i risultati della gara, figuriamoci dimenticarsi di accendere la videocamera prima del salto!!!!!
Ho assistito a delle litigate incredibili.
A volte mi rivedo in filmati ripresi da altri video, non mi rendo
assolutamente conto di assumere certe posizioni è proprio per questo mi accorgo che in quell'istante penso a ciò che sto filmando e non al mio stile di volo. La vera difficoltà sta proprio in questo, avere una certa padronanza del proprio corpo nell'aria tale da permetterci di concentrare le nostre energie nelle riprese e non nel volo. E non è cosa facile.
In questi ultimi anni ci ritroviamo a lavorare con apparecchiature video sempre più piccole e leggere;se pensate che fino a qualche anno fa le videocamere analogiche erano grandi come mattoni e pesavano
poco meno di un chilo e mezzo.
Ora una videocamera digitale verticale misura poco più di un pacchetto di sigarette e pesa circa 400 grammi.
Altra cosa importantissima è che la tecnologia attuale ci permette di avere macchine molto affidabili e robuste con stabilizzatori di immagine molto efficienti ed una superdefinizione.
Le ultime videocamere si avvicinano molto, per definizione e qualità, alle 16 millimetri in pellicola e con quasi 6 chili di differenza.
La scelta della propria tuta da video, inoltre, è basilare per ottenere buoni risultati, non sempre una tuta puo' essere usata in tutti i tipi di ripresa.
Ad esempio una tuta attillata in nylon con le ali è molto tecnica e veloce, ma puo' non essere adatta ad un certo tipo di volo.
Al contrario una tuta molto larga in cotone è molto versatile e lenta ma poco tecnica.
Infatti proprio nel freefly, dove fino a ieri si usavano tute larghissime ora si sta ricercando la precisione nel volo e quindi le tute risultano più strette e reattive.
  
A volte poi ci si ritrova a filmare soggetti difficili come lo skysurf, dove ci sono cambi molto repentini di velocità e dove il video, oltre che avere una certa conoscenza del performer che sta seguendo,deve avere un'ottima padronanza del volo in 3 dimensioni ed una tuta adeguata, in genere si scelgono tute molto larghe con le ali.
Insomma, la ricerca della miglior prestazione sta nel volare sempre più vicini ai performers usando obiettivi grandangolari, che oltre a migliorare la qualità e la stabilità delle immagini, correggono alcuni errori di centratura della macchina; avere un volo sempre più' interattivo con la squadra ed offrire la massima spettacolarità nelle riprese in modo da avere una resa ottimale del volo dei performers.

Queste frasi non vogliono essere un insegnamento per nessuno, ma solamente esprimere un pensiero; l'idea di portare qualcosa di meraviglioso e di grande agli occhi della gente che non vola, così che possa godere di emozioni che sulla terra, normalmente, non avrebbe mai potuto provare.

                                                                                                      Veniero Amprino

 

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